L’Azienda Ospedaliera Carreggi di Firenze ha richiesto al Garante un parere circa la possibilità di trasmettere, pur non avendo un’apposita base normativa, i dati, relativi al nominativo e alla residenza, degli infermieri dipendenti all’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze Pistoia per effettuare controlli sulle iscrizioni. 

Sia l’Ospedale che l’Ordine professionale avevano giustificato tale scambio di dati, con la necessità di dare esecuzione ad un compito di interesse pubblico, ovvero verificare che gli infermieri in servizio disponessero dei requisiti previsti dal decreto che, nel 2018, ha modificato la legge di Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse.

Il Garante ha ritenuto che l’attività di ricerca e raccolta di informazioni personali riferite al personale infermieristico non competesse agli Ordini, ma bensì al datore di lavoro. Quest’ultimo, all’atto dell’assunzione e nel corso del rapporto di lavoro, ha l’obbligo di effettuare le necessarie verifiche circa il possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della professione, inclusa l’iscrizione del singolo professionista all’apposito albo.

Per tali motivi “non sussistono le condizioni necessarie a legittimare la comunicazione all’Ordine da parte di codesta Azienda dei citati dati personali relativi al personale infermieristico”.