Secondo il Microsoft Security Intelligence Report, nel 2018 vi è stato un calo rispetto al 2017 dei “ransomware” (ovvero quei virus che blocca il dispositivo fino al pagamento di un “riscatto”) pari al 60%. Questo per gli esperti Microsoft è dovuto ad una “maggiore sofisticatezza delle tecnologie di difesa e alla crescente attenzione degli utenti. Tuttavia, in Italia i ransomware rappresentano ancora uno dei primi vettori di attacco per le aziende pubbliche che resistono nell' utilizzare strumenti di difesa”. Ad aumentare esponenzialmente invece i c.d. “crypto miner”, cioè quei malware che una volta istallati sui dispositivi rubano la potenza di calcolo necessaria per coniare valute digitali come i bitcoin.

La truffa informatica più utilizzata, comunque, rimane il “phishing”, frode che avviene tramite l’invio di una mail con la quale si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password, ecc.), giustificando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico. Infatti da quanto risulta dall’indagine di Microsoft, i messaggi malevoli contenuti nelle email in arrivo sono aumentati del 250%, “Questo trend non è una sorpresa e non sembra destinato a cambiare nel prossimo futuro. Gli attaccanti hanno cambiato le proprie tattiche in risposta agli strumenti e alle tecniche di rilevamento sempre più sofisticate, riducendo la durata delle campagne”.